La grazia di Mattarella al gioielliere Guido Gianni ha fatto emergere paragoni con il caso Mario Roggero. Ecco le differenze.
La grazia concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al gioielliere Guido Gianni ha riportato al centro il tema dei commercianti che hanno reagito a una rapina e, nel confronto, anche la vicenda di Mario Roggero, per il quale la politica, specie la Lega e Salvini, si sono battuti anche di recente. I due casi presentano alcuni elementi in comune ma non sono uguali.

La grazia a Guido Gianni e le differenze con Mario Roggero
Come detto, la grazia ricevuta da Guido Gianni da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha riacceso i riflettori anche sul caso Mario Roggero. Sebbene le due vicende possano sembrare simili, ci sono invece diversi tratti diversi. Entrambi erano commercianti, entrambi hanno subito una rapina, le armi utilizzate erano legalmente detenute e in entrambi gli episodi i rapinatori sono morti. Sia Gianni sia Roggero sono stati inoltre condannati per duplice omicidio. Le differenze, però, sono rilevanti.
In cosa si differenziano i casi
Come sottolineato da Leggo e da altri organi di stampa, un primo elemento di diversità tra le due situazioni riguarda il tempo trascorso in carcere. Gianni ha già scontato oltre cinque anni di detenzione, mentre Roggero è detenuto da meno di tre mesi e la sua condanna definitiva risale a pochi mesi fa.
Diverso anche l’iter che ha portato alla grazia. Nel caso di Gianni, la richiesta era stata presentata dalla moglie nel 2022 ed è arrivata al Quirinale dopo il passaggio attraverso l’istruttoria del tribunale di sorveglianza e del ministero della Giustizia. Per Roggero, invece, il percorso era stato inizialmente accompagnato da un’accelerazione politica, successivamente corretta dal Quirinale: la domanda formale è stata presentata soltanto in un secondo momento.
Cambia poi la dinamica delle sparatorie. Gianni ha aperto il fuoco all’interno del proprio negozio, durante una colluttazione, dopo aver visto la moglie tenuta in ostaggio. Roggero, invece, ha inseguito i rapinatori all’esterno, in strada. In entrambi i casi i giudici hanno escluso la legittima difesa, ma le diverse circostanze hanno contribuito anche alla differenza nelle pene: 12 anni e 4 mesi per Gianni, 14 anni e 9 mesi per Roggero.
Infine, un peso importante lo ha avuto l’atteggiamento successivo alla condanna. Secondo quanto riportato da Repubblica, Gianni si è sempre dichiarato pentito. Roggero, invece, avrebbe iniziato a manifestare il proprio pentimento dopo la condanna, mentre per anni ha sostenuto la propria innocenza. Nella prassi relativa alla concessione della grazia, il riconoscimento della propria responsabilità rappresenta infatti un elemento che può assumere rilievo.